VERDE PUBBLICO: IL TAGLIO DEGLI ALBERI, SOLUZIONE DI AMMINISTRAZIONI DISATTENTE E SENZA IDEE

Prendiamo atto, come associazione ambientalista, del comunicato stampa dell’Assessore all’Ambiente della
Città di San Severo Felice Carrabba, in cui si sostiene che “La tutela e la difesa dell’ambiente è sempre stato
un elemento di forza di questa Amministrazione. Rispettiamo la natura ed amiamo gli alberi”. “Il taglio e l’estirpazione dei pini marittimi, presenti ai bordi della strada – in via Soccorso, in viale Due Giugno e nel centro abitato della nostra Città – è dettato esclusivamente dal dovere di tutelare la incolumità dei Cittadini” – continua. “Il pino marittimo necessita di grandi spazi perché il suo apparato radicale si espande in superficie, non in profondità, creando gravi problemi al manto stradale , e, quindi alla sicurezza di quanti si trovano a passeggiare nelle loro vicinanze, poiché l’albero non è ben radicato nel terreno”. Sosteniamo però che la manutenzione del verde pubblico in città sia una questione che rientra sì nelle competenze comunali, ma che dovrebbe affidarsi a confronti e consulenze di ambito, anche ambientalista. E’ chiaro che, laddove queste competenze manchino e si voglia ovviare alla manutenzione esclusivamente tagliando alberi sani e rigogliosi per abbattere le spese, adducendo ragioni come visuali più chiare sul lungomare (vedi il caso di San Menaio) o pavimentazioni sopraelevate a causa dell’incuria pluriennale da parte delle amministrazioni locali (vedi Vieste), si parla invece di sterminio gratuito di piante e basta. Anche ove si dica che le suddette piante verranno sostituite da oleandri o altro è chiaro che ciò non cancella il lutto per l’estirpazione di piante sane, perfettamente inserite in un contesto mediterraneo e magari pure storico (data l’età degli alberi). Il recente scempio di 53 pini a Vieste a cui seguirà, a quanto sembra, un
altro di 13, finito in TV nella trasmissione “Eden” di Licia Colò, e quello di molte altre realtà non solo di Capitanata, mostra l’habitus, ormai comune a certe amministrazioni, di non allinearsi alla salvaguardia del
verde e a soluzioni conservative per l’ambiente, secondo quanto invece suggerito dall’insediamento di un
Ministero della transizione ecologica e dagli Obiettivi dell’Agenda 2030. Al contrario, si agisce chirurgicamente, come se le piante non fossero esseri viventi e non rappresentassero un beneficio in termini di ossigenazione in tempi di pre e post-covid. Detto questo è chiaro che fra l’espianto e la
piantumazione di nuovi alberi passerà del tempo, cosa che evidentemente non gioca a favore né
dell’ambiente, né della popolazione, che comunque, a nostro avviso, andrebbe perlomeno intervistata. Si
coglie infine l’occasione per chiedere un maggior interesse a conferire i rifiuti in maniera più attenta in zone
sia centrali che periferiche di San Severo, laddove gli alberi magari esistono ancora, ma rischiano di
diventare ombra a discariche e sacche di degrado ben visibili a tutti, in una natura che dovrebbe essere,
specie in questo momento, consolatrice.


Prof. Maria Lucia Zito
Responsabile Laboratori FareAmbiente
Vieste, San Severo e Gargano

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: