Su inquinamento e spiaggiamenti di animali nei territori garganici.

Sempre più frequenti sono gli spiaggiamenti di delfini e tartarughe Caretta Caretta sulle dune del Gargano.
Gli ultimi ritrovamenti di carcasse di tartaruga sono di questi giorni a Foce Varano. Idem per una manta
gigante a Vieste. Il sospetto è che questi animali ingoino materiale plastico come buste, mascherine, guanti
o metallico come pinze per tavoli da ristorante, elementi spesso trovati all’interno degli stessi. In più lo
stesso materiale causa spesso tagli e ferite interni ed esterni al corpo degli animali. Il Covid avrebbe dovuto
insegnarci un maggiore interesse e rispetto per l’ambiente, ma non risultano al momento evidenze in
questo senso, se non la promozione da parte del governo e l’uso spesso sconsiderato di monopattini e
biciclette elettriche, causa di frequenti incidenti e morti. Sempre di recente si sono verificati in diverse
regioni italiane incontri ravvicinati ed insoliti fra animali selvatici e non ed essere umano, in boschi o
spiagge. Si parla di orsi, di lupi e addirittura di mandrie di mucche che si avvicinano ad ambienti fortemente
antropizzati. Un interrogativo sorge spontaneo: non sarà che noi uomini abbiamo invaso con la nostra
tecnologia, con i nostri rifiuti, con la tossicità dei nostri comportamenti, spazi e dimensioni che andrebbero
tutelati e lasciati allo stato originario? Si parla spesso di pericoli desunti da tali incontri o di manifestazioni
plastic free che purtroppo, lasciate al buon intento di associazioni e gruppi di volontari, lasciano il tempo
che trovano. Perché, allora, al di là di spot elettorali e pubblicitari i comuni e le regioni non si allertano e
organizzano nella predisposizione di leggi e programmi a reale tutela dell’ambiente, con sanzioni serie e
controlli da parte di personale debitamente formato, oltre che polizia municipale, per chi inquina mari,
spiagge, boschi e fototrappole in luoghi significativi? La pineta di Marina di Lesina, fotografata dalla
sottoscritta in questi giorni, si presenta come una parziale discarica a cielo aperto che andrebbe ripulita e
perlomeno controllata da chi di dovere. Cosa di aspetta a ridare dignità e considerazione alla Natura e
regole alla Civiltà?


Maria Lucia Zito
Responsabile Laboratori FareAmbiente San Severo e Gargano

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