Intervista ad Antonio Demaio

DOMANDA: Perché questa avventura in politica?

RISPOSTA:  Non la vedo come un’avventura. È Dal 1991 che mi occupo di politica, e preciso che per me fare politica non è un mestiere ma una  passione. Amo la mia terra, amo i miei ex studenti, con i quali mi sento ancora telefonicamente. Purtroppo, non è possibile incontrarli poiché molti  risiedono fuori dalla Puglia per lavoro come i miei figli e i loro coniugi. L’emigrazione per la nostra provincia è un male endemico che viene dal passato e che ancora oggi ci affligge tanto è vero che io stesso, per alcuni anni,  ho fatto il preside a Pordenone in Friuli. È proprio questo morbo che ha spopolato i piccoli comuni dei nostri ameni Monti Dauni. Ben conoscete la gioia immensa che un genitore prova nell’avere i figli accanto. Questa è la gioia che ho provato anch’io al rientro di mio figlio, il maggiore, da Roma. Uno dei motivi per i quali ho accettato la candidatura è proprio che una tale gioia possa essere vissuta da tanti genitori e tanto sarà possibile allorquando con il vostro sostegno riuscirò a creare opportunità di lavoro nel nostro territorio utilizzando le sue ricchezze.

Amo la bellezza della nostra terra, amo la sua arte, amo le nostre città e provo dolore e indignazione nel  leggere di statistiche di vivibilità che pongono le nostre città agli ultimi posti. Profonderò il mio massimo impegno affinché queste classifiche trovino quel sensibile miglioramento che la nostra terra e i suoi cittadini meritano.

DOMANDA: Perché solo oggi la sua candidatura?

RISPOSTA:  Meglio tardi che mai ah ah ah. In effetti mi sono sempre occupato di politica anche molto attivamente. E proprio su questa attiva partecipazione alla vita politica provinciale che si fondano le mie certezze inerenti alla possibilità che gli elettori vorranno darmi di operare, d’ora in poi, dall’interno delle istituzioni Regionali.

DOMANDA: Oggi lei è un uomo molto stimato oltre ad essere un imprenditore di successo. Come ha raggiunto questi obiettivi?

RISPOSTA:  Il successo nella vita lo si ottiene solo se si è disposti a sacrificarsi e a impegnarsi senza mai mollare. Sì, senza mai mollare, anche se la vita mi ha insegnato che talvolta anche l’impegno e il sacrificio non sono garanzia di successo ed è proprio dagli insuccessi che è necessario trarre la forza per rialzarsi e continuare a credere in sé stessi e nei propri ideali. Tanto ho cercato di trasmettere ai miei studenti, ai miei figli e ai miei collaboratori, per mia fortuna, con buoni risultati. Sono stati l’impegno e la competenza a sostenermi quando negli anni dal 1999 al 2004 mi è stato affidato l’incarico di Commissario Liquidatore del Consorzio Agrario di Foggia, Ente che aveva rappresentato nel dopo guerra uno dei massimi volani per la ripresa economica del settore agricolo di tutta la provincia e che come liquidatore mi veniva consegnato con una gestione in perdita per oltre 20 miliardi di lire. Nel primo anno di gestione della fase di liquidazione ho azzerato le perdite, conseguendo nel quadriennio successivo rilevanti utili di gestione che mi hanno consentito alla fine del mandato di consegnare una gestione di liquidazione ripianata e attiva.

Lo stesso impegno ho profuso nella mia azienda agricola di famiglia, applicando alla gestione le conoscenze specifiche e amore per la terra tramandatemi da mio padre, alle quali ho aggiunto la mia voglia di innovare. I risultati hanno superato ogni mia più rosea previsione. Oggi, produco vino e olio che hanno conseguito le più importanti certificazioni di qualità e il successo sui mercati nazionale e internazionale, concorrendo a promuovere nel mondo il Made in Capitanata. Ogni azienda della nostra provincia ha queste potenzialità e io voglio pormi al loro servizio perché esse possano raggiungere gli stessi traguardi e concorrere  alla rinascita del nostro territorio. La mia filosofia è sempre stata e continuerà ad essere quella di non negare l’aiuto a chi aveva bisogno di me, pur sapendo che, come purtroppo mi è accaduto, non sempre coloro che di questo aiuto avevano goduto mi sarebbero stati grati. Oggi, qualcuno per ironia della sorte è addirittura mio acerrimo competitor in questa tornata elettorale.

DOMANDA: Le scuole che ha diretto come Preside e Dirigente scolastico hanno raggiunto massimi risultati, addirittura migliori di alcune scuole del nord Italia. Come ci è riuscito?

RISPOSTA:  Ho sempre cercato di essere innovativo, e in alcuni casi sono stato vero pioniere. I miei metodi didattici sono sempre stati supportati da tecnologie informatiche e dall’utilizzo di dispositivi elettronici oltre che da un accuratissimo lavoro in collaborazione con il corpo docente, che nell’innovare mi ha sempre seguito con entusiasmo.

DOMANDA: Dove trova tanta energia?

RISPOSTA:  La mia famiglia. Mia moglie, Lena, che mi ha sempre sostenuto in tutte le mie scelte, i miei figli, i miei collaboratori e i miei studenti. Forte impulso ad ogni mia attività è la mia innata curiosità di apprendere e sperimentare nelle situazioni che la vita mi ha proposto. Non ho mai interrotto il mio percorso di ricerca e ho sempre messo tutte le mie conoscenze a disposizione della collettività, sia quando ho ricoperto incarichi di docenza in materia  di scienze delle finanze e diritto tributario presso l’Università di Bari che quando sono stato nominato dal MIUR nella rosa dei “saggi” per lo studio e l’applicazione di corrette metodologie finalizzate all’integrazione di stranieri nelle scuole italiane.

DOMANDA: Cosa ne pensa delle Startup?

RISPOSTA:  Al giorno d’oggi si sente questa parola più che mai, tutti parlano di Startup e permettetemi di sfatare il mito che le startup siano territorio esclusivo dei giovani. Le startup sono territorio comuni per giovani e non. L’imprenditorialità è un diritto di tutti, e soprattutto di coloro che sono capaci di produrre progetti innovativi che non rappresentino un mero riempitivo in attesa della ricerca di un lavoro stabile ma che rappresentino la vera prospettiva nella quale si è disposti ad impegnare tutto se stessi e ogni propria risorsa disponibile sia in termini culturali che finanziari.

È impensabile, però, che possa essere la Regione l’Ente finanziatore di tutti i progetti meritevoli di accoglimento. Le risorse sarebbero sicuramente insufficienti. Tale attività di finanziamento è e deve continuare ad essere di esclusiva pertinenza degli istituti di credito privati o investitori privati,  l’Ente Regione potrà proficuamente supportare i candidati snellendo le procedure burocratiche e fornendo garanzie fideiussorie ai finanziatori privati delle iniziative, tanto allocando nel proprio bilancio apposito stanziamento, in questo caso, sicuramente sostenibile dalle risorse disponibili.

DOMANDA: il suo slogan è “Capitanata Milionaria” potrebbe spiegare meglio il concetto?

RISPOSTA:  La Puglia è una regione con molto potenziale. La Capitanata, in particolare, possiede poi la giusta morfologia che permette di fare turismo marittimo e montano. Immaginiamoci una pista ciclabile che attraversi il variegato territorio di Capitanata, sarebbe meraviglioso per il turismo. Abbiamo il mare più bello d’ Italia, perle naturalistiche come le Isole Tremiti  e la Foresta Umbra, parco nazionale.  Dobbiamo finanziare investimenti nella pesca di lago (Lesina e Varano) e marittima, oltre che negli allevamenti di specie autoctone dei Monti Dauni e Garganici. Impegnare risorse per l’agricoltura di precisione al fine di assicurare produzioni di alta qualità che conquistino i mercati nazionali ed esteri. Per fare tutto questo abbiamo donne e uomini eccellenti che spesso oggi profondono all’estero impegno e saperi acquisiti nelle nostre scuole. Sono a queste donne e a questi uomini che il progetto Capitanata Milionaria vuole dare l’opportunità di ritorno nel nostro territorio. 

DOMANDA: Per un progetto del genere servono investimenti importanti. Come pensa di fare?

RISPOSTA:  Sono anni che studio il bilancio della nostra Regione e la soluzione può essere trovata a mezzo dell’utilizzo di interventi finanziati con capitali messi a disposizioni dalla comunità economica europea. Questo è il mio impegno nei confronti dei cittadini. Nel corso della mia vita ho stretto amicizia con numerosi CEO di società nazionali e internazionali pronti ad investire in Puglia, in Capitanata, ma per rendere ciò una realtà ci vuole un programma politico serio; un patto di eccellenza prima con il territorio e con i suoi imprenditori. Questo il mio impegno.

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